martedì 18 marzo 2014

LISTA TSIPRAS... È DAVVERO UN'OPPORTUNITÀ



di Giandiego Marigo


Molte voci si sono sollevate in analisi più o meno dotte sul quanto e sul come la lista “L'Altra Europa con Tsipras” possa davvero essere l'opportunità di “radunare” la sinistra radicale, sparsa e dolorante. In sostanza quanto ci credono davvero gli artefici di questa vicinanza?
Dico la mia o meglio la ridico … perché l'ho già scritta, in un modo o nell'altro, altre volte.
Quello che vi narro deriva da esperienza diretta, come dovrebbe essere ogni cosa venga narrata, in un modo o nell'altro, vissuta in prima persona nel percorso dei comitati elettorali e della lista, sino alla raccolta di firme ed alla formazione delle liste medesime. Vissuta e vista dall'AreA di influenza privilegiata di un movimento di opinione che spinge per l'unità della sinistra … dal basso.
Una frase, mi viene in mente in questi giorni, che a mio umilissimo parere sintetizza e esemplifica il senso di molte delle critiche che sono piovute attorno all'esperienza in questione.
In un'organizzazione verticistica. pochissimo conta chi abiti momentaneamente il vertice, ma il fatto stesso che esso esista , crea i presupposti perché poco o nulla cambi veramente. Non piccatevi, cortesemente di spiegarmi che un centro organizzativo occorra e che sia importante che qualcuno tiri le fila... ne sono assolutamente cosciente e non è di quello che stiamo e sto parlando … suvvia!
Un'altra frase potrebbe adattarsi alla bisogna.
Sino a quando la sinistra (o l'AreA che definimmo tale) parlerà di partecipazione dal basso, di circolarità, di orizzontalità di democrazia partecipativa a parole senza , realmente riuscire ad applicarla nelle sue pratiche politiche poco o nulla cambierà veramente
In queste due definizioni si riassume, in buona sostanza, la critica che può e deve essere mossa a quest'esperienza.
Detto questo, che è, per altro, fondamentale dire veniamo però al bicchiere mezzo pieno, perché il non vederlo sarebbe altrettanto stolto che non ammettere e stigmatizzare gli aspetti criticabili che ho sin qui definito.
Un breve inciso mi appare doveroso, io non sono nessuno se non un scrivano di scarso seguito, ed un politico migrante sempre un poco improvvisato, in tutti i suoi quasi quarant'anni di perseveranza (persino negli anni della militanza severa) che ha vagato per molto tempo sulla sua barchetta alla disperata ricerca di un vero approdo in quell'arcipelago che è oggi la sinistra, un visitatore ed un abitante di quest'AreA. Non sono un “credibile” per definizione e stipendio, non sono una icona … nemmeno un piccolo inutile santino, quindi riservati ampi margini di dubbio su quel che dico.
Frequento i banchetti di raccolta delle firme sono fra gli artefici del percorso del comitato elettorale del Lodigiano, sono con Tsipras sin dalla primissima ora e sono quindi certo di quel che dico perché lo vedo e lo pratico, ogni giorno.
Qual'è la sostanziale differenza fra questa e le esperienze “strumentali” precedenti, quindi perché la lista “L'altra Europa con Tsipras” è un'opportunità?
Non solo e non unicamente il livello ormai “senza ritorno” della disperazione degli agglomerati organizzati della sinistra radicale, non basterebbe, sebbene possa essere un'ottima ragione, ma per la volontà che si respira alle riunioni, la comprensione dell'importanza dell'occasione ed il ritorno, in campo, di molte facce che si erano allontanate, ma non solo.
Ai banchetti traspare l'esigenza della gente, del popolo della sinistra di una Unità vera, reale sulle cose, ma che sappia partire dai motivi ed unificare sulle ragioni profonde e spirituali. 
La gente firma per la lista ma ci chiede implicitamente ed anche palesemente di “portare non solo un greco alla presidenza della comunità europea” il che può risultare oltremodo complesso, ma di portare il Italia l'esperienza di Syriza e di crederci sino ad unificare l'arcipelago, ormai da troppo tempo inutilmente e dolorosamente frammentato.
In questo senso L'invasione del pensiero del Sud dell'Europa è benefico e d'ispirazione e crea un ponte una “sinergia” su scala transnazionale, fra due paesi che sono entrambi mediterranei, entrambi sudisti, entrambi in un mare di guai /che non è il Mediterraneo), entrambi PIGS … è d'assoluta importanza e che va praticata con coraggio e con tenacia.
Allarga la visione ed il lavoro, paziente ed efficace dei movimenti transnazionali come quello dell'acqua e contro il nucleare portandolo all'evidenza, la lista di Tsipras si muove su quel terreno, dona alle forme di resistenza territoriale, NO TAV, per esempio, una dignità ed un ambito del tutto nuovo ed importante. Rende, pur con tutti i suoi limiti, la parola a quella parte dell'Europa che l'aveva persa. 
Dà, finalmente, rappresentanza e quindi voce a quella sinistra che, quantomeno in Italia, aveva perso sé stessa, avvoltolandosi nei propri stessi errori, ma non tanto e non solo ad essa ed ai partiti che la compongono, che potrebbe essere solo una operazione di archeologia, quanto al popolo che la abita...che pure esiste.
Si poteva fare meglio? ... Sì! Si potevano evitare forzature? Si poteva, partendo per tempo adottare un metodo maggiormente partecipativo, forme di garanzie più ampie e riconosciute?...Sì! 
Però l'occasione c'è, concreta, palpabile e deriva e si concretizza in quel “basso” che tanto stiamo cercando, percorriamo questa strada, con tutto il coraggio necessario ed alziamo lo sguardo, ogni tanto, pur non ipotecando il futuro, verso l'orizzonte, cercandovi quella visione comune che pure esiste che risiede nei “comuni e condivisi” motivi che cui hanno portati sin qui. Per farlo ci occorrerà tutto il nostro spirito critico (che generalmente non difetta mai) ma anche e soprattutto il nostro ottimismo...e non sarà, comunque, facile.

C'È BISOGNO DI SINISTRA, UNA ESIGENZA IMPELLENTE DI UN'ALTERNATIVA CULTURALE , POLITICA E SPIRITUALE … COSA STIAMO ASPETTANDO?

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